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Carnevale di Venezia 2026
La Competizione, il Gioco della Musica e del Destino

Hours and date:
Saturday 14 February-2026 at 18:00
Place:
Centro Culturale CANDIANI
Tickets:
ingresso libero
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La Competizione, il Gioco della Musica e del Destino

Programma

Giovanni Giacomo Gastoldi (c. 1554 – 1609)
L’innamorato (A lieta vita)
Il bell’humore

Orazio Vecchi (1550 – 1605)
Fa una canzone senza note


Adriano Banchieri (1568 – 1634)
Contrappunto bestiale alla mente

Orlando di Lasso (c. 1532 – 1594)
O là, o che bon eccho!

Giaches de Wert (1535 – 1596)
Vezzosi augelli

Cipriano de Rore (1515/16 – 1565)
O sonno, o della stanca vita riposo
Mia benigna

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Più non si trovano

Giovanni Giacomo Gastoldi (c. 1554 – 1609)
Amor vittorioso

Georg Friedrich Händel (1685 – 1759)
See the conqu’ring hero comes! 

Esecutori

La Stagione Armonica

Soprani
Aoki Honoka
Ines Margarida Coutinho Campinho
Federica Cazzaro
Chiara Bertolotti

Contralti
Maria Ilaria Cosma
Viviana Giorgi

Tenori 
Francesco Carletti
Alessandro Gargiulo

Bassi
Alessandro Magagnin
Filippo Bordin
Alessandro Pitteri

Aldo Fiorentin, clavicembalo

Nora Fuser, attore

Nicola Rampazzo, Direttore

Realizzazione di Alessandro Bressanello

Il programma odierno invita l’ascoltatore a riscoprire la musica non solo come arte contemplativa, ma come un campo da gioco dove si sfidano l’ingegno dei compositori, la bravura degli esecutori e le mutevoli sorti dell’animo umano.

Il viaggio ha inizio sotto il segno della gioia e del ritmo. I Balletti di Giovanni Giacomo Gastoldi (L’innamoratoIl bell’humore) ci portano nelle corti del tardo Cinquecento, dove la musica è invito alla danza e celebrazione del piacere vitale. Qui il gioco è trasparente, quasi infantile nella sua perfezione ritmica, ma già venato dall’ironia di Orazio Vecchi in Fa una canzone senza note nere, il compositore gioca con la tecnica stessa: una sfida al virtuosismo estremo in favore di una melodia piana e soave, specchio di una serenità cercata e difesa.

La competizione si sposta poi sul piano della rappresentazione e della parodia. Con Adriano Banchieri, la polifonia si fa “bestiale”: una sfida umoristica tra la dottrina del contrappunto e l’imitazione degli animali, dove il rigore accademico viene scardinato dal riso. Questo gioco di specchi prosegue con l’eco di Orlando di Lasso, che trasforma lo spazio fisico in uno strumento di inganno acustico, e con la sfida naturalistica di Giaches de Wert. Nei suoi Vezzosi augelli, la natura stessa entra in gara, cercando di superare in dolcezza e virtuosismo l’arte del compositore.

Ma ogni gioco ha il suo rovescio. Il programma vira verso la riflessione profonda con Cipriano de Rore. In O sonno e Mia benigna fortuna, il gioco della vita si scontra con l’oscurità e l’asprezza del destino. Qui la competizione è interiore: la lotta tra il desiderio di oblio e l’inesorabile scorrere delle ore. Anche Wolfgang Amadeus Mozart, con il disincanto metastasiano di Più non si trovano, ci avverte che tra mille amanti la fedeltà è un gioco di maschere dove spesso trionfa l’incostanza.
Il percorso giunge infine al suo compimento. Dopo l’asprezza del dubbio, la musica torna a farsi celebrazione della vittoria. È l’apoteosi del vincitore che trova la sua eco definitiva nell’Amor vittorioso di Gastoldi. La competizione si scioglie nel trionfo, la musica vince sul destino, e lo spirito umano, attraverso il “gioco” dell’arte, raggiunge finalmente le stelle. Infine con il coro di Händel, lo spirito olimpico si manifesta in tutta la sua gloria: l’eroe viene incoronato, i giochi sono pronti.

Missa pro defunctis 7 v. (Excerpt) Ahi que dolor (excpert)