PRESENTAZIONE
È sempre un grande momento quello in cui si riesce a recuperare un’opera d’arte che da tempo si considerava perduta.
Francesco Bianciardi, attivo nella cattedrale di Siena tra cinque e seicento, dapprima come organista e poi come maestro di cappella, sebbene oggi sia quasi sconosciuto, è ricordato come il primo teorico del basso continuo, la tecnica di accompagnamento che dal primo Seicento ha attraversato tutto lo sviluppo musicale fino ai giorni nostri.
Le sue composizioni musicali, tutte di contenuto sacro, furono pubblicate a Venezia fra il 1596 e il 1608. Dei madrigali, l’unica raccolta profana pubblicata nel 1597, solo sette erano giunti fino a noi perché sono presenti in raccolte antologiche di area tedesca dei primi anni del Seicento, a testimonianza della fama europea dell’autore, ancora diversi anni dopo la sua morte; altri quattordici madrigali contenuti nella raccolta erano considerati fino ad oggi irrimediabilmente perduti. Dopo un lungo lavoro di ricerca e di ricostruzione del Maestro Sergio Balestracci, partendo da un manoscritto in cui erano intavolati ad uso dello strumento a tastiera è stato possibile recuperarli e riportarli allo studio dei musicologi e alla fruizione del pubblico e costituiscono l’asse portante di questo programma.
Le brevi fantasie strumentali, anch’esse poco eseguite, provengono dalla raccolta di brani in intavolatura tedesca per organo della Biblioteca Nazionale di Torino.