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Madrigali e fantasie
Francesco Bianciardi (1570-1607)

Hours and date:
Friday 20 February-2026 at 21:00
Place:
Teatro dei Rozzi
Tickets:
Chigiana.org
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Concerto in ricordo di Sergio Balestracci (1944 – 2024)

I Madrigalisti della Stagione Armonica

Maria Chiara Ardolino – soprano I
Maria Dalia Albertini – soprano II
Caroline Voyat – contralto
Enrico Imbalzano – tenore I
Luca Dordolo – tenore II
Davide Benetti – basso

Paolo Faldi – flauto
Pietro Prosser – liuto

Direzione Musicale di Luca Dordolo

 

MADRIGALI E FANTASIE *

Madrigali a 5 voci in prima esecuzione moderna

Angelo Gardano, Venezia 1597

Fantasia prima

Lumi miei cari lumi (Battista Guarini)

A Dio Filli mia bella (Alessandro Spinola)

Dolce rise il mio sole

S’in me Filli scolpita

Fantasia seconda

Dopp’un lungo sospiro

Ecco ch’io moro e godo

Poscia che non si crede

Fantasia terza

Aviva l’herb’e i fiori

Oimé dunque tu parti

Tolse dal ciel

Fantasia sopra UT RE MI FA SOL LA

Occhi strali d’amor

Ahi, disleal, ahi cruda (Battista Guarini)

Amorosi desiri

La mia aura è vitale

Fantasia sopra Quid concinunt pastores

Tu che spiri nel cielo

* Revisione e ricostruzione di Sergio Balestracci (1944 – 2024)

 

PRESENTAZIONE

È sempre un grande momento quello in cui si riesce a recuperare un’opera d’arte che da tempo si considerava perduta.

Francesco Bianciardi, attivo nella cattedrale di Siena tra cinque e seicento, dapprima come organista e poi come maestro di cappella, sebbene oggi sia quasi sconosciuto, è ricordato come il primo teorico del basso continuo, la tecnica di accompagnamento che dal primo Seicento ha attraversato tutto lo sviluppo musicale fino ai giorni nostri.

Le sue composizioni musicali, tutte di contenuto sacro, furono pubblicate a Venezia fra il 1596 e il 1608. Dei madrigali, l’unica raccolta profana pubblicata nel 1597, solo sette erano giunti fino a noi perché sono presenti in raccolte antologiche di area tedesca dei primi anni del Seicento, a testimonianza della fama europea dell’autore, ancora diversi anni dopo la sua morte; altri quattordici madrigali contenuti nella raccolta erano considerati fino ad oggi irrimediabilmente perduti. Dopo un lungo lavoro di ricerca e di ricostruzione del Maestro Sergio Balestracci, partendo da un manoscritto in cui erano intavolati ad uso dello strumento a tastiera è stato possibile recuperarli e riportarli allo studio dei musicologi e alla fruizione del pubblico e costituiscono l’asse portante di questo programma.

Le brevi fantasie strumentali, anch’esse poco eseguite, provengono dalla raccolta di brani in intavolatura tedesca per organo della Biblioteca Nazionale di Torino.

Missa pro defunctis 7 v. (Excerpt) Ahi que dolor (excpert)